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In scena il Funerale di Venezia PDF Stampa E-mail

14.11.09 L'atteso e annunciato funerale di Venezia, contro lo spopolamento della città, è andato dunque in scena stamane. L'associazione organizzatrice, il social network "Venessia.com" ha dato il via all'evento davanti alla ferrovia e un suggestivo corteo di imbarcazioni a remi e a motore ha così sfilato lungo il Canal Grande verso Rialto. In testa la balotina che portava la bara, seguita via via da motoscafi con stampa, fotografi e cameramen, cittadini simpatizzanti e le remiere  Querini, Cannaregio, Castello e Francescana. Su tutti sovrastava la musica, grazie alla presenza del  pianista Paolo Zanarella (noto come  "il pianista fuori posto) che a bordo di un topo ha eseguito un concerto per pianoforte lungo il tragitto. Un corteo che non poteva certo non attirare l'attenzione di cittadini e turisti, dai vaporetti, dalle rive e dal ponte di Rialto, dove le remiere si sono fermate per l'alzaremi intonando l'inno di San Marco. Davanti al Comune la bara è stata quindi trasportata a spalle e collocata nell'atrio di Ca'Farsetti, dove  il poeta Gilberto Gasparini e l'attore Cesare Colonnese hanno pronunciato l'orazione funebre, da cui alcuni passi: "Venezia non ha fine, solo nuovi inizi...Ci sono più veneziani a San Michele che in centro storico, ma finché ci saranno veneziani che vogliono viverla, Venezia sarà viva". E Colonnese ha concluso "Venezia non è morta, ma stanca di ascoltare stupidaggini. Siamo noi che facciamo la cittadinanza e dobbiamo usare il cuore o la testa. L'importante è tirar fuori la coscienza e scegliere come usarla".  E in chiusura, davanti al  folto pubblico presente , i rappresentanti di Venessia.com hanno sfasciato la bara, da cui è uscita a sorpresa la bandiera della Fenice, simbolo di rinascita.

"Il 21 ottobre scorso", spiega  Matteo Secchi, portavoce di Venessia.com," Venezia è scesa sotto i 60 mila abitanti e una città senza veneziani diventa Disneyland. Ma veneziani non sono solo quelli di nascita, ma tutti coloro che la amano e che vengono a viverci. Abbiamo così lanciato l'iniziativa "AAA aspiranti veneziani cercasi", una raccolta firme attraverso banchetti e sul nostro ning, rivolta a tutto il mondo. A marzo le firme raccolte le porteremo al sindaco." "Bisogna ricreare in città - ha continuato - il tessuto socio economico. Il turismo è l'industria più importante, ma bisogna favorire anche il terziario e risolvere fortemente il problema abitativo. Le case sono troppo care e anche chi vuole restare è costretto ad andarsene. Sono stati gli stessi veneziani a darsi una zappa sui piedi, precludendo alle nostre generazioni la possibilità di viverci".
Nel frattempo un banchetto lì vicino raccoglieva campioni di saliva. Si tratta dei ricercatori del Worcester Polytechnic Institute del Masachussets che per conto di National Geographic vogliono ripercorrere la diffusione dei serenissimi e più ampiamente dei veneti, attraverso la raccolta di aplotipi, ovvero i segmenti più antichi del Dna (ben 10 mila anni),  nel continente europeo e soprattutto il loro insediamento in laguna. Finora a Venezia sono stati raccolti 50 campioni, ma il progetto di più ampio respiro mondiale con altre verifiche, è arrivato quota 300 mila.
Tra la stampa presente, non solo quella italiana, ma anche dagli Stati Uniti, Spagna, Francia, Germania, Austria, Slovenia. Televisioni come Al Jazzera e agenzie come la Reuters.
Per l'organizzazione dell'evento sono stati raccolti più di mille euro, grazie a donazioni di cittadini ma anche di moltissimi stranieri.
Elena Magro


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